Il ciclo e la fertilità
1. Il ciclo
2. Fertilità dell'uomo
3. Fertilità della donna
4. Fertilità combinata
5. Secrezione mucosa
6. Sopravvivenza degli spermatozoi
7. Sopravvivenza dell'uovo
Il ciclo e il sintomo del muco
8. Infertilità pre-ovulatoria
9. Inizio di potenziale fertilità
10. Cambiamento del muco - fertilità crescente
11. "Picco" - punta massima della fertilità
12. Ovulazione e cambiamento del muco dopo il Picco
13. Fine della fase potenzialmente fertile
14. Fase non fertile post-ovulatoria e mestruazione successiva
Apprendimento del metodo
15. Registrare ogni sera
16. Uso dei bollini
17. Primo mese di osservazione
18. Incontri individuali
Applicazione del metodo
19. Regole per ricercare la gravidanza, Regole per rinviare la gravidanza
20. Durante il flusso mestruale
21. Fase non fertile pre-ovulatoria
22. Fase potenzialmente fertile
23. Fase non fertile post-ovulatoria
24. Situazioni e circostanze particolari:
- perdite di sangue intermestruali (Spotting)
- "mestruazione mancata"
- effetti dello stress
- dopo il parto o un aborto, durante l'allattamento al seno, in premenopausa, dopo sospensione della pillola
- perdite patologiche
E' un metodo naturale di regolazione
delle nascite, per mezzo del quale la donna impara a
conoscere la fase fertile e le fasi non fertili del suo
ciclo mestruale. La fase fertile è quel tempo in cui si
può avere un concepimento e viene riconosciuta da un
quadro tipico del muco cervicale. In un ciclo fertile
l'ovulazione è sempre preceduta dalla secrezione di un
tipo particolare di muco, proveniente da cellule presenti
nel collo dell'utero. Questo muco avvisa in anticipo
dell'avvicinarsi dell'ovulazione ed è necessario per la
sopravvivenza degli spermatozoi.
Queste conoscenze possono essere utilizzate dalla coppia
sia per ricercare, sia per rinviare una gravidanza. Non
ha importanza se il ciclo è irregolare. La donna che ha
appreso bene il Metodo, può applicarlo in ogni
situazione della sua vita riproduttiva: cicli regolari,
cicli irregolari, cicli anovulatori, scarsa fertilità,
allattamento al seno, premenopausa, sospensione di
contraccettivi ormonali.
1. IL CICLO. Il ciclo mestruale
inizia il primo giorno della mestruazione e termina il
giorno precedente la mestruazione successiva.
2. FERTILITA' DELL'UOMO. L'uomo, se
è fertile, è potenzialmente sempre fertile, cioè
durante tutta la durata di ogni ciclo della donna.
3. FERTILITA' DELLA DONNA. La
fertilità della donna dipende dalla ovulazione (cioé
dalla fuoriuscita di una o più uova mature dall'ovaio) e
dura fino alla morte dell'uovo o delle uova. L'ovulazione
avviene in un giorno particolare in ogni ciclo,
generalmente 10-16 giorni prima della mestruazione
seguente. E' l'evento ovulatorio a determinare la
lunghezza del ciclo. Infatti, mentre la fase
post-ovulatoria è pressoché costante, la fase
pre-ovulatoria sarà più o meno lunga a seconda che
l'ovulazione sia anticipata o posticipata. Durante lo
stesso ciclo possono venire rilasciate più uova, ma ciò
avviene nello spazio di poche ore. Occasionalmente anche
una donna sana può avere un ciclo anovulatorio.
4. FERTILITA' COMBINATA. La
fertilità di una coppia dipende da:
a) la presenza di una particolare secrezione mucosa
b) il tempo di sopravvivenza degli spermatozoi
c) l'ovulazione e il tempo di sopravvivenza dell'uovo.
5. SECREZIONE MUCOSA. La secrezione
mucosa è un segno normale di potenziale fertilità. Essa
è prodotta dalle cellule mucipare del collo dell'utero
prima dell'ovulazione, ed è necessaria per la
sopravvivenza e il trasporto degli spermatozoi.
6. SOPRAVVIVENZA DEGLI SPERMATOZOI.
Per la presenza della secrezione mucosa che normalmente
accompagna l'ovulazione, gli spermatozoi possono
sopravvivere 2-3 giorni, raramente più a lungo. Se non
c'è muco fertile, lo spermatozoo muore in poche ore.
7. SOPRAVVIVENZA DELL'UOVO. L'uovo,
una volta espulso dall'ovaia, sopravvive non più di 24
ore ed è fecondabile per non più di 12 ore.
8. INFERTILITA' PRE-OVULATORIA.
9. INIZIO DI POTENZIALE FERTILITA'.
La fase di potenziale fertilità ha inizio con la prima
modificazione del QNFDB.
La donna che presenta un QNFDB asciutto incomincia ad
avvertire una sensazione di umido o appiccicoso e/o a
notare la comparsa di muco opaco e colloso, talora di un
tappo mucoso. La donna con un QNFDB di perdita continua
che non cambia per vari giorni di seguito, osserva invece
una modificazione anche minima nella sensazione e nella
quantità e/o nella qualità della sua secrezione di
base.
Nel caso di cicli brevi il QNFDB può mancare del tutto e
il muco fertile pre-ovulatorio può avere inizio prima
che la mestruazione finisca, specialmente se il flusso
mestruale è prolungato. Questa presenza del muco indica
che la fase di potenziale fertilità è già iniziata.
10. CAMBIAMENTO DEL MUCO - FERTILITA'
CRESCENTE. In breve tempo il muco cambia aspetto
e consistenza. Esso è accompagnato da particolari
sensazioni e può assumere una o più delle
caratteristiche seguenti:
Sensazione Aspetto bagnato fluido scivoloso trasparente lubrificato elastico
(La sensazione è presente e si modifica anche quando
la donna non nota all'esterno la presenza di muco).
Questo è il muco dei giorni altamente fertili che
permette più facilmente agli spermatozoi di sopravvivere
e di penetrare nell'utero, e quindi nelle tube, per dar
luogo alla fecondazione.
11. "PICCO" - PUNTA MASSIMA DELLA
FERTILITA'. L'ultimo giorno in cui la donna
avverte la presenza di muco, con tutte o alcune delle
caratteristiche sopra descritte e/o la corrispondente
sensazione, è il giorno di fertilità massima o
"Picco".
Esso non coincide necessariamente con il giorno di
massima quantità del muco, che può precedere il Picco
anche di 48 ore. Il Picco viene identificato sempre a
posteriori, cioè soltanto il giorno dopo, quando il muco
ha assunto bruscamente caratteristiche non fertili o è
scomparso del tutto insieme alla tipica sensazione di
lubrificazione che lo accompagnava. Fino a che la
sensazione di lubrificazione persiste, anche se il muco
è diminuito di quantità al punto d'essere appena
visibile, è segno che il Picco non è stato ancora
oltrepassato.
12. OVULAZIONE E CAMBIAMENTO DEL MUCO DOPO IL
PICCO. In genere, l'ovulazione segue il Picco.
Subito dopo il Picco, il muco cambia e ridiventa opaco e
appiccicoso, o scompare del tutto.
13. FINE DELLA FASE POTENZIALMENTE FERTILE.
In ogni ciclo fertile il tempo in cui può avvenire un
concepimento finisce il quarto giorno dopo il Picco.
14. FASE NON FERTILE POST-OVULATORIA E
MESTRUAZIONE SUCCESSIVA. Il tempo compreso tra
il quarto giorno dopo il Picco e la mestruazione
successiva costituisce la fase non fertile
post-ovulatoria. Questi giorni in genere sono asciutti o,
se è presente il muco, questo è di tipo non fertile. La
mestruazione compare in genere 10-16 giorni dopo il Picco
e si può predire con buona approssimazione contando 14
giorni dal Picco.
Durante i primi cicli di registrazione, è
indispensabile per l'apprendimento corretto del Metodo la
supervisione di una insegnante esperta regolarmente
diplomata ed abilitata allinsegnamento dal Centro
di Riferimento. Sul retro delle cartelle
appositamente realizzate per la registrazione personale
dei sintomi, si trova una lista di istruzioni, utili come
pro-memoria, per l'applicazione del Metodo.
La donna è in grado, mediante l'osservazione
dell'andamento del sintomo del muco e la sua
registrazione accurata, di riconoscere di giorno in
giorno in quale fase del ciclo essa si trovi.
15. REGISTRARE OGNI SERA. Le
registrazioni vanno effettuate ogni sera prima di
coricarsi, applicando sulla cartella personale bollini
colorati, e descrivendo al di sotto di essi quello che si
è notato durante il giorno.
Le osservazioni da fare consistono:
a) nel porre attenzione alla sensazione che si avverte
nell'area genitale esterna;
b) nel controllare se sulla carta igienica usata per le
normali pulizie c'è muco, osservando le caratteristiche
del muco stesso, quali densità o fluidità, colore,
limpidezza, elasticità.
La presenza o l'assenza del muco è avvertita durante
le normali attività giornaliere e non deve essere
ricercata con esami interni (l'interno della vagina è
sempre umido e ciò potrebbe indurre in errore).
Queste osservazioni vanno fatte con cura ogni giorno
del ciclo, anche dopo la identificazione del Picco. Se
nei giorni successivi alla registrazione del Picco la
donna notasse ritorno di muco fertile, ciò indica che il
Picco non era stato correttamente interpretato. L'ultimo
giorno di questa nuova ricorrenza di muco verrà
contrassegnato come il Picco, e i tre giorni seguenti
saranno considerati potenzialmente fertili.
Oltre alla descrizione del sintomo del muco (qualità
della secrezione e sensazione), è importante annotare,
al di sotto del bollino corrispondente, la presenza di
eventuali perdite di sangue itermestruali, ed ogni
cambiamento della abituale vita giornaliera che comporti
stress fisico o psichico (viaggi, malattie, incidenti,
ecc.). Si può annotare inoltre il verificarsi di dolore
addominale, ma tenendo presente che esso non ha un
rapporto costante con l'ovulazione, ma anzi spesso la
precede anche di alcuni giorni.
16. USO
DEI BOLLINI
17. PRIMO MESE DI OSSERVAZIONE.
Durante il primo mese di registrazione occorre astenersi
dai rapporti sessuali per poter osservare l'andamento del
muco senza interferenze (il liquido seminale, che
fuoriesce dalla vagina successivamente ad un rapporto
genitale, può mascherare la presenza di muco e causare
confusione nel riconoscere l'inizio della fase fertile).
18. INCONTRI INDIVIDUALI. Va
sottolineato che è importante mantenersi in relazione
con l'insegnante durante la fase di apprendimento del
Metodo, o in qualunque altro momento in cui si presenti
una incertezza. Nei Centri d'insegnamento una persona
esperta è sempre a disposizione per incontri
individuali, per aiutare ad interpretare i sintomi
registrati nella cartella personale.
Come appare dal Diagramma
Circolare, il Metodo dell'Ovulazione si basa su pochi
principi fondamentali:
Regole per ricercare la gravidanza
19. Il Metodo può essere usato per
aiutare ad ottenere la gravidanza poiché identifica il
tempo più fertile del ciclo, ossia quando il muco è
elastico, e la sensazione di bagnato e/o scivoloso.
Questi giorni possono non essere presenti in ogni ciclo,
nel caso che questo sia anovulatorio. La migliore
probabilità di ottenere una gravidanza si verifica
quando il rapporto sessuale avviene nei giorni in cui la
donna avverte al massimo la sensazione di lubrificazione
prodotta dal muco. La fertilità del marito può allo
stesso tempo essere intensificata con la astensione dai
rapporti sessuali nei pochi giorni precedenti.
Regole per rinviare la gravidanza
20. DURANTE IL FLUSSO MESTRUALE. Nel
caso di cicli brevi, il muco fertile può essere già
presente prima che la mestruazione finisca specialmente
se il flusso mestruale è prolungato. Il muco in questo
caso è mascherato dalla perdita di sangue. Non potendosi
prevedere quale sarà la lunghezza del ciclo, è
necessario evitare i rapporti durante il flusso
mestruale.
21. FASE NON FERTILE PRE-OVULATORIA.
Se dopo la mestruazione si presenta il QNFDB - sia esso
di asciutto sia di perdita continua che non cambia per
vari giorni di seguito - questi giorni vanno considerati
infertili ed un rapporto sessuale non provoca gravidanza.
Nella fase non fertile pre-ovulatoria i rapporti vanno
limitati solo alla sera, cioè dopo l'osservazione
dell'intera giornata. Il giorno successivo ad un rapporto
va considerato potenzialmente fertile, perché la perdita
di liquido seminale può nascondere l'inizio della fase
fertile, e va registrato con un bollino bianco con
bambino.
La prima regola della fase non fertile pre-ovulatoria è
quindi la seguente: giorno in cui è presente il QNFDB,
sera sicura; se si è avuto un rapporto in quella sera,
astenersi il giorno e la notte successivi.
Soprattutto in cicli lunghi, il QNFDB può essere
interrotto da ricorrenze saltuarie di muco. Ciò indica
attività ovarica che potrebbe arrivare fino
all'ovulazione. Va quindi applicata la seconda regola
della fase non fertile pre-ovulatoria: evitare i rapporti
genitali a cominciare dal giorno in cui si osserva la
modificazione nel QNFDB, e protrarre l'astinenza per 3
giorni dopo il ritorno al QNFDB.
22. FASE POTENZIALMENTE FERTILE.
Incomincia dal momento in cui si rileva qualsiasi
modificazione del QNFDB. Se il muco fertile è già
presente alla fine della mestruazione (cfr. nn. 9 e 20),
è segno che la fase fertile è già iniziata.
Dall'inizio della fase potenzialmente fertile fino al
quarto giorno dopo il Picco, occorre astenersi da
rapporti e contatti genitali. Durante questa fase, anche
il solo contatto degli organi genitali può provocare una
gravidanza così come il coito interrotto e i mezzi
contraccettivi di barriera.
23. FASE NON FERTILE POST-OVULATORIA.
Ha inizio il mattino del quarto giorno dopo il Picco e si
estende fino a quando comincia la mestruazione
successiva. L'osservazione della presenza o assenza del
muco deve continuare anche durante questa fase, ma si
possono utilizzare per i rapporti tutti i giorni, anche
se è presente muco opaco non elastico. Se ci fosse
invece un ritorno al muco di tipo fertile per un'errata
identificazione del Picco, si applica la regola per la
fase potenzialmente fertile (cfr. n.22).
24. SITUAZIONI E CIRCOSTANZE PARTICOLARI.
Le regole del Metodo già esposte tengono conto anche
delle varie situazioni e circostanze particolari in cui
ogni donna di volta in volta si può trovare.
Perdite di sangue intermestruali- (Spotting)
L'ovulazione può essere accompagnata da perdite di
sangue. Pertanto qualsiasi giorno di sanguinamento, di
macchie di sangue o di muco scuro o marrone, tra due
mestruazioni, deve essere considerato come potenzialmente
fertile. La regola per rinviare la gravidanza è la
seguente: astinenza per tutti i giorni in cui sono
presenti le suddette perdite, e per i tre giorni dopo il
ritorno dell'infertilità. Qualora la donna non sia poi
certa di aver avuto il Picco, riprenda le regole della
fase non fertile pre-ovulatoria (cfr. n.21).
Mestruazione mancata
Può avvenire che la donna pensi talvolta di aver
identificato correttamente il Picco, ma la mestruazione
al tempo previsto non si verifica. E' decisamente
sbagliato concludere di aver concepito e trascurare la
registrazione dei sintomi. Si pensi piuttosto ad una
errata identificazione del "Picco" e si
continui a registrare, comportandosi nuovamente come per
la fase non fertile pre-ovulatoria (cfr. n.21).
Effetti dello stress
Avvenimenti stressanti quali ad es. viaggi, malattie,
incidenti, forti emozioni, ecc., possono ostacolare o
ritardare l'ovulazione e quindi influenzare l'andamento
del muco, che può presentarsi per alcuni giorni e poi
sparire, per ripresentarsi in seguito prima
dell'ovulazione. In questi casi, anche se prima di
scomparire il muco non aveva assunto le modificazioni
tipiche del Picco, è necessario praticare l'astinenza
per tutti i giorni di muco e per tre giorni dopo il
ritorno al QNFDB, sia esso asciutto, sia di perdita
continua.
Si torni poi ad applicare le regole della fase non
fertile pre-ovulatoria (cfr. n. 21).
Dopo il parto o un aborto, durante
l'allattamento al seno, in premenopausa, dopo sospensione
della pillola
L'ovulazione può essere ritardata o sospesa per un tempo
variabile da caso a caso.
In queste circostanze, fintantoché non si verifichi
l'ovulazione e non si abbia una chiara identificazione
del Picco, vanno applicate le solite regole della fase
non fertile pre-ovulatoria (cfr. n. 21).
Nei giorni in cui è presente il QNFDB:
Perdite patologiche
Qualche donna può anche avere una perdita vaginale
continua di natura patologica, per la quale si richiede
una terapia adeguata. Comunque, anche persistendo tale
perdita, è possibile individuare la fase fertile.
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Non si deve presumere che il non aver osservato
le regole in un ciclo senza che ne risulti un
concepimento, significhi che la gravidanza non possa
verificarsi se si trascureranno nuovamente le regole in
circostanze analoghe.
A cura del Centro Lombardo Metodo Billings - Via Tonezza 7 - Milano (Italy)